Solennita’ della Beata Vergine Maria Assunta in cielo 2026
Orari delle Celebrazioni:
Venerdì 14 agosto 2026 ore 19,00
Sabato 15 agosto 2026 ore 8,00*
*N.B.: Non ci sarà la Messa delle ore 19,00.
La solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria è fissata il 15 agosto già nel V secolo, con il senso di “Nascita al cielo” o, nella tradizione bizantina, “Dormizione”. A Roma la festa viene celebrata dalla metà del VII secolo, ma si dovrà aspettare il 1° novembre 1950, con Pio XII, per la proclamazione del dogma dedicato a Maria assunta in cielo in corpo e anima.
Nel Credo apostolico, professiamo la nostra fede nella “Risurrezione della carne” e nella “vita eterna”, fine e senso ultimo del cammino della vita. Questa promessa di fede, è già compiuta in Maria, quale “segno di consolazione e di sicura speranza” (Prefazio). Un privilegio, quello di Maria, strettamente legato al fatto di essere Madre di Gesù: dato che la morte e la corruzione del corpo umano sono conseguenza del peccato, non era opportuno che la Vergine Maria – esente dal peccato – fosse intaccata a questa legge umana. Da qui, il mistero della “Dormizione” o “Assunzione in cielo”.
Il fatto che Maria sia già assunta in cielo, è per noi motivo di letizia, di gioia, di speranza: “Già e non ancora”. Una creatura di Dio – Maria – è già in cielo: con e come lei, anche noi, creature di Dio, un giorno lo saremo. Il destino di Maria, unita al corpo trasfigurato e glorioso di Gesù, sarà dunque il destino di tutti coloro che sono uniti al Signore Gesù nella fede e nell’amore.
Interessante notare che la liturgia – attraverso i testi biblici tratti dal libro dell’Apocalisse e di Luca, con il canto del Magnificat – miri a farci non tanto riflettere quanto pregare: il vangelo infatti suggerisce di leggere il mistero di Maria alla luce della sua preghiera, il Magnificat: l’amore gratuito che si estende di generazione in generazione, e la predilezione per gli ultimi e i poveri trova in Maria il frutto migliore, si potrebbe dire il suo capolavoro, specchio nel quale l’intero popolo di Dio può riflettere i propri lineamenti. La solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria, in corpo e anima, è il segno eloquente di quanto non solo “l’anima” ma anche la “corporeità” si confermi una “cosa molto bella” (Gn 1,31), tanto che, come nella Vergine Maria, la “nostra carne” sarà assunta in cielo. Questo non ci esula dall’impegnarci nella storia, anzi: proprio lo sguardo rivolto alla Meta, al Cielo, la nostra PatrPia, spinge a impegnarsi nella vita presente sul solco del Magnificat: lieti per la misericordia di Dio, attenti ai fratelli e sorelle tutti che s’incontra lungo il cammino, a cominciare dai più deboli e fragili. (fonte: https://www.vaticannews.va/it/festivita-liturgiche/assunzione-della-beata-vergine-maria.html)
P.S.: A scanzo di equivoci, la spiegazione, pur nella brevità del testo, ci aiuta a capire il termine “Assunzione”.
La parola: Assunzione deriva dal latino assumptio, assumptionis, sostantivo formato dal verbo assumĕre (assumere), composto da ad- (verso di sé) e sumĕre (prendere, prendere con sé). Il significato originario è quindi quello di “presa”, “accoglimento”, “elevazione”, “atto di prendere con sé”.
Nella Teologia cristiana è il tema teologico prorpio di Maria, indicato nel dogma “Munificentissimus Deus” definito da Papa Pio XII il 1 nov. 1950, termine che non ha nulla a che fare con il lavoro subordinato, o altra formula contrattualistica lavorativa e, neppure con la prescrizione medica, per assumere dei farmaci… Purtroppo però volendosi affidare a certe traduzioni pseudo intelligenti, non verificate, l’etichetta descrittiva del quadro, è divenuta una famosa gaffe: “Recruitment of Mary”.
Il quadro (foto in basso) dell’Assunzione di Maria è esposta al museo Diocesano di Palazzo Orsini a Pitigliano ed è attribuita a Girolamo di Benvenuto, pittore della scuola senese attivo tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Proveniente dal convento della Santissima Trinità alla Selva, nel territorio di Santa Fiora. Così per dire.


